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giovedì 31 marzo 2016

17 APRILE REFERENDUM ANTI-TRIVELLE







Referendum trivelle  
Domenica17 aprile 2016: 

si vota per fermare l'estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi a ridosso delle coste italiane


Si tratta di un referendum abrogativo. 

Occorre, che vada a votare almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto e che la maggioranza dei votanti si esprima con un “Sì”

Votando “Sì”, i cittadini avranno la possibilità di cancellare la norma sottoposta a referendum




PERCHE' VOTARE SÌ  


1)Rischi per la fauna  

Per la scansione dei fondali viene utilizzato l’air gun, spari di aria compressa che generano onde che “leggono”il sottosuolo. 
Alcuni cetacei e alcune specie di pesce vengono danneggiati con lesioni e perdita dell’udito a causa dell’air gun. 

2)Ci guadagnano solo i petrolieri  

Per estrarre petrolio le compagnie devono versare dei “diritti”, le cosiddette royalties. 
Ma per trivellare i mari italiani si pagano le royalties più basse al mondo: il 7% del valore di quanto si estrae.  

3)Il gioco non vale la pena  

L’incidente è comunque possibile e in un mare chiuso come il Mediterraneo il disastro ambientale sarebbe amplificato. 
Inoltre la trivellazione non risolverà i nostri problemi energetici: le riserve certe di petrolio nei mari italiani equivalgono a 6-7 settimane di consumi nazionali e quelle di gas soddisferebbero 6 mesi di consumi.




Referendum trivelle 17 aprile
 I cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi sull’attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi entro 12 miglia marine (circa 22,2 km) dalla costa: decideranno in sostanza se consentire agli impianti già esistenti entro la fascia costiera di continuare la coltivazione di petrolio e metano fino all’esaurimento del giacimento, anche oltre la scadenza delle concessioni.

REFERENDUM TRIVELLE 17 APRILE, QUANDO E COME DI VOTA

Il referendum popolare sulle trivellazioni si terrà in un solo giorno, domenica 17 aprile. I cittadini che intendono esprimersi sull’unico quesito potranno farlo presso il loro seggio dalle ore 7 alle 23.

REFERENDUM TRIVELLE 17 APRILE, CHI VOTA

Al referendum popolare sulle trivellazioni potranno ovviamente votare tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali che abbiano compiuto il 18esimo anno di età entro il giorno fissato per la consultazione. Per votare gli elettori devono recarsi al proprio seggio, indicato sulla propria tessera elettorale, muniti di un documento di riconoscimento valido (e ovviamente della tessera). In caso di smarrimento della tessera elettorale o di esaurimento su di essa degli spazi per il timbro della certificazione del voto, gli elettori possono chiederne una nuova all’Ufficio elettorale del proprio Comune.

REFERENDUM TRIVELLE 17 APRILE, COME SI VOTA

Sulla scheda elettorale gli elettori sono chiamati a rispondere contrassegnando il Sì o il No ad un quesito sull’abrogazione del periodo di un comma di un articolo di un decreto legislativo del 2006. In particolare viene chiesto:
Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?
Votando Si: si chiede di impedire lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi a ridosso della costa anzichè oltre il termine della concessione. 

Votando No: invece, si chiede di mantenere le norme attuali, che prevedono lo sfruttamento fino alla scadenza della concessione. 
Va ricordato che il referendum popolare sulle trivellazioni non riguarda i nuovi impianti, in quanto la legge già vieta i giacimenti entro le 12 miglia dalla costa.

REFERENDUM TRIVELLE 17 APRILE, COME SI VOTA ALL’ESTERO

Gli elettori italiani residenti all’estero ed iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire) per votare riceveranno un plico al loro domicilio. Va ricordato che è un onere del cittadino mantenere aggiornato il consolato sul proprio indirizzo di residenza. Per quanto riguarda invece coloro che risiedono stabilmente all’estero e il 17 aprile intendono votare in Italia, dovevano far pervenire già entro il 26 febbraio al consolato competente per residenza un’apposita dichiarazione con diversi dati: il nome, il cognome, la data e il luogo di nascita, il luogo di residenza, il comune italiano d’iscrizione all’anagrafe degli italiani residenti all’estero, e l’indicazione della consultazione per la quale s’intende eservitare l’opzione.
A partire dal referendum popolare del 17 aprile possono partecipare al voto per corrispondenza, organizzato dagli uffici consolari italiani, tutti gli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel quale cade anche la data del voto. Anche in questo caso la comunicazione, un’opzione valida per un’unica consultazione, andava fatta pervenire al comune d’iscrizione nelle liste elettoriali entro il 26 febbraio.
 Fonte:http://www.giornalettismo.com/



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